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Blockchain technology: decentramento e trasparenza dei dati

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La Blockchain technology solitamente viene associata al mondo dei Bitcoin e delle criptovalute. In realtà, le sue possibili applicazioni oggi tendono a sfruttare la sua capacità di garantire due concetti fondamentali in qualsiasi tipologia di transazione che avviene su Internet: decentramento e trasparenza dei dati. Ciò significa che i settori potenzialmente interessati dalla tecnologia Blockchain non sono soltanto quelli del Finance e del Banking, e neppure le classiche categorie riconducibili al payment. Il decentramento, che è intrinseco alla stessa definizione di registro non centralizzato o Decentralized Ledger, risponde a una logica moderna di condivisione dei dati non più detenuti da un unico centro. Tant’è vero, che lo stesso paradigma dell’archivio decentrato ripropone a livello periferico una pluralità di soggetti che fungono da autorità e oggi trova la sua espressione più evoluta nel Distributed Ledger, in cui non esiste nessun centro neppure a livello “locale”. Non a caso, l’Osservatorio relativo della School of Management del Politecnico di Milano prende il nome di Blockchain & Distributed Ledger.

 

Blockchain & Distributed Ledger, alcuni dati

L’ultima ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger mette in evidenza questa sorta di affrancamento della Blockchain technology dal mercato dei Bitcoin, sottolineando come, nonostante il crollo delle criptovalute in termini di capitalizzazione, sia cresciuto comunque l’interesse delle imprese nei suoi confronti. Nel triennio 2016-2018, infatti, i progetti di Blockchain portati avanti da aziende e pubbliche amministrazioni sono stati 579. Perfino nel nostro Paese, in cui la conoscenza della “catena dei blocchi” è ancora sommaria, nel 2018 si sono spesi circa 15 milioni di euro in Blockchain technology e Distributed Ledger. I motivi della sua diffusione, sia in Italia sia a livello globale, risiedono nella capacità di assicurare lo scambio di dati senza intermediari. Sebbene le imprese del comparto finanziario prevalgano sulle altre, ma soltanto perché sono partite prima nell’implementazione di Blockchain technology, il loro peso sul totale dei progetti considerati è passato dall’80% del 2016, al 48% del 2018. A seguire, ci sono le pubbliche amministrazioni (10%), gli operatori logistici (8%), le aziende dell’agroalimentare (5%), i media (5%), le utilities (4%) e le imprese di altri settori.

 

Il decentramento nella Blockchain technology

La Blockchain technology si avvale di un database distribuito su più computer in contemporanea e non collocato su un unico server. Prevede, in alternativa, due processi, affinché sia scongiurata l’eventualità di perdita dei dati: la replica del database o la sua duplicazione. Questo fa sì che, in tutti gli ambiti economici registrati dall’Osservatorio, il decentramento del Ledger coincida con un importante passaggio da un sistema centrale deputato alla validazione di ciascuna transazione, alla regola del consenso sulle operazioni svolte. In altri termini, ogni partecipante, dotato di una doppia chiave asimmetrica, può operare in autonomia nella rete dei nodi, a patto che la sua azione sia verificata, votata e approvata dalla maggioranza degli aderenti al network. Per questo, a proposito dei Decentralized o Distribuited Ledger, si usa anche l’espressione Shared Ledger, a indicare sia il modello peer-to-peer alla base della catena sia l’insieme di algoritmi in grado di gestire la raccolta del consenso.

 

Un esempio di trasparenza assicurata dalla Blockchain

Il decentramento va di pari passo con la trasparenza assoluta dei dati, poiché le transazioni effettuate mediante la tecnologia Blockchain sono visibili a tutti i partecipanti. Per comprendere il ruolo che assume la trasparenza in un sistema fondato su meccanismi crittografici diffusi, basterà fare riferimento a un ambito, fra i tanti, nel quale sta trovando applicazione, quello dell’Agrifood. Nell’Agroalimentare, infatti, la tracciabilità è un requisito essenziale, previsto anche per legge. Che la “storia” di un alimento, per esempio nelle industrie della trasformazione, sia anche trasparente, dal conferimento fino al confezionamento e alla commercializzazione, dipende da un percorso in cui tutti gli attori coinvolti (produttori, imprese che si occupano del packaging, operatori di logistica e trasporto ecc.) possano intervenire, ma senza modificare le informazioni condivise dagli altri. È il concetto di “immutabilità” delle transazioni proprio della Blockchain technology che, in questo caso, contiene in sé le caratteristiche della trasparenza strettamente connessa alla preservazione del dato dai potenziali rischi di manomissione o alterazione.

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