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Realtà virtuale e aumentata: le applicazioni più promettenti

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Realtà virtuale e aumentata rappresentano due tecnologie i cui rispettivi mercati stanno crescendo in maniera esponenziale. Grand View Research ha calcolato infatti che il mercato globale riferito alla virtual reality      nel 2020 valeva 15,81 miliardi di dollari, con una previsione di crescita annua del 18% dal      2021 al 2028. Il valore della realtà aumentata, più alto (17,67 miliardi di dollari nel 2020) rispetto alla realtà virtuale, dovrebbe addirittura crescere nell’arco di 8 anni a un tasso CAGR del 43,8%.  

Pur essendo talvolta confuse tra di loro, realtà virtuale e aumentata prevedono due differenti approcci nel delineare la relazione degli utenti con il mondo esterno. La realtà virtuale (VR) è un modello immersivo di cui si può usufruire mediante appositi dispositivi (visori, cuffie e guanti) che ricostruisce un ambiente tridimensionale del tutto virtuale, appunto. La realtà aumentata (AR), invece, mantiene il legame con l’esterno     aggiungendo elementi digitali quali immagini in 3D, video e grafici.  

Vediamo quali sono le applicazioni più promettenti per entrambe. 

 

Realtà virtuale, dai giochi ai musei e al manifatturiero 

La realtà virtuale ha avuto ai suoi albori un’accelerazione molto forte proveniente dai     settori del gaming e entertainment      , ai quali ha fornito elementi di verosimiglianza sempre più marcati.  

Da questi comparti si è poi      estesa     ad altri segmenti, mostrando un’estrema efficacia ad esempio nel campo dell’addestramento e della formazione di carattere tecnico. Meccanici, ingegneri, piloti e altri profili altamente specializzati oggi possono sfruttare la ricostruzione virtuale dei contesti in cui sono chiamati a operare per impararne i meccanismi e, talvolta, ottenere      certificazioni.  

L’emergenza pandemica, inoltre, ha impresso una spinta enorme alla fruizione di mostre e musei in modalità virtuale, supplendo all’impossibilità di potersi recare di presenza nei luoghi di attrazione culturale. Ma gli ambiti di applicazione sono molteplici, dal retail all’immobiliare, dal mondo della sanità, fino alla produzione e al manifatturiero. In questi ultimi due, in particolare, realtà virtuale e aumentata spesso sono abbinate per ottimizzare soprattutto le attività di manutenzione e le fasi di progettazione. 

 

Realtà aumentata, digital twin e predictive maintenance 

Grazie alla realtà aumentata, ad esempio, è possibile avere un “gemello digitale” o digital twin di un macchinario per monitorarne costantemente l’andamento. La riproduzione è visualizzabile su Pc, tablet o tramite HoloLens, i noti occhiali di casa Microsoft in grado di offrire i contenuti in mixed reality 

Sia per chi si trova dinanzi all’oggetto fisico sia per chi lo controlla a distanza, la sua ricostruzione fedele è corredata da tutti quegli indicatori che ne segnalano il corretto funzionamento. Ciò significa che le eventuali anomalie che dovessero essere segnalate dai sensori installati sul macchinario non solo appaiono sulle classiche dashboard, ma anche sul gemello olografico che lo rappresenta. L’operatore, nel caso in cui indossi gli HoloLens, può quindi intervenire a mani libere. Per questo motivo la tecnologia AR tende a essere associata alla predictive maintenance, il modello di manutenzione alimentato da piattaforme che utilizzano algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale per identificare in anticipo eventuali malfunzionamenti. 

 

Il binomio perfetto di realtà virtuale e aumentata 

Sempre nelle industrie di produzione, realtà virtuale e aumentata possono alternarsi in funzione degli obiettivi che si intendono raggiungere. Se l’AR,      utilizzata a supporto della manutenzione, contribuisce a ridurre tempi e costi di quest’ultima, la VR consente di ricreare scenari virtuali allo scopo di simulare spazi, situazioni e comportamenti in maniera identica alla realtà effettiva.  

Si pensi a cosa significa, ad esempio, dover collocare un macchinario in uno stabilimento e cercare di comprendere come interagirà con l’ambiente intorno quando sarà in movimento. Poterlo verificare prima che accada, rende la progettazione molto più accurata,      con un risparmio     sulle tempistiche della messa in opera ed abbattendo il rischio di errore nella costruzione.  

Per molte realtà del nostro Paese, che detengono una posizione di leadership internazionale nella produzione di macchine industriali e di impianti per il confezionamento e l’imballaggio, disporre di tecnologie VR costituirebbe una leva competitiva per i loro mercati di riferimento. Se alla realtà virtuale si aggiungesse anche quella aumentata, i benefici in termini di affidabilità e disponibilità dei sistemi sarebbero ulteriormente potenziati. 

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